terremoto-costruttoreQuesto anziano costruttore di Amatrice, dopo il terremoto è considerato un eroe per l’amore e la dedizione che dovrebbero mettere tutti nel proprio mestiere.

Nonostante gran parte delle costruzioni siano crollate, nessuno degli edifici da lui costruiti ha subito danni, neanche qualche crepa come ammette lui fiero. Ad Amatrice adesso tutti lo abbracciano e lo ringraziano quando lo vedono passare. Intervistato da La Repubblica, ecco cosa ha dichiarato.

Perché la struttura dove ospita i visitatori di Amatrice ha resistito?
“L’ho tirata su da solo nel 1975, con l’aiuto di alcuni amici contadini, senza ingegneri e altri tecnici e a quel tempo ci tenevo i cavalli. Erano tanti e quindi l’ho fatta a tre piani e bella resistente. Ho usato ferro in quantità, cemento e cemento compresso. Non ho badato alla quantità di materiali, perché volevo farla bella solida. È successo così anche con le altre case che ho costruito”.




Quante ne ha fatte?
“Credo un’ottantina, delle quali almeno 60 in paese. A 40 anni ho smesso di fare il macellaio perché mi ero stancato. Non avevo figli, volevo godermi la vita. Dopo un po’ di tempo però mi sono reso conto che non riuscivo a stare con le mani in mano e ho iniziato a costruire delle case”.

Che anni erano?
“Ho lavorato più o meno dal 1969 al 1985. Facevo tutto da solo, all’inizio realizzavo uno schizzo della casa. Poi sceglievo i materiali e arruolavo gli operai. Il geometra si occupava di fare tutte le carte, completare il mio disegno e presentare le varie richieste di autorizzazione, magari senza neanche vedere la casa”.

E il rispetto delle norme antisismiche?
“Ci pensava il tecnico a sistemare i fogli necessari, quello non mi riguardava ma so che era sempre tutto in regola con le leggi del tempo. Io comunque fin da piccolo ho sempre avuto una gran paura del terremoto, visto che siamo in zona sismica, e così le mie costruzioni sono belle solide. Come la stalla per i miei adorati cavalli. Quella l’ho tirata su nel 1975, poi nel 2000 nello stesso immobile abbiamo avviato l’attività di agriturismo. L’altra notte non ha avuto nemmeno una crepa, non è venuto giù nemmeno un coppo del tetto. Solo qualche vaso e qualche quadro. Gli ospiti che dormivano qui ci hanno ringraziato tanto”.





Ha quindi avviato una ditta di costruzioni?
“Sì, e lentamente sono cresciuto perché lavoravo bene. Sono passato da 2 operai a 18. Ho lavorato molto per persone che volevano costruire case di villeggiatura”.

Davvero nessuna delle sue palazzine è crollata con il grande terremoto?
“Non mi risulta, e nemmeno mi hanno riferito di danni importanti. Io non sono andato in paese perché è una pena vederlo in quelle condizioni. Mi sono fermato quando ho visto una villa vicino a casa mia completamente distrutta. Nel centro di Amatrice ho anche perso una sorella, rimasta sotto la nostra casa di famiglia. Aveva 90 anni”.

E gli abitanti delle case fatte da lei?
“Molti di loro mi hanno chiamato o sono venuti qui per ringraziarmi. Uno vive a 50 metri dall’hotel Roma ed è salvo. Ha detto che quando ha guardato fuori di casa gli sembrava di essere in un sogno. In uno dei miei palazzi abita la famiglia del geometra del Comune. È venuto qui in lacrime ad abbracciarmi. Ha detto che il mio cervello andrebbe studiato e replicato”.




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