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Il noto inviato pugliese Mingo di Striscia la Notizia condannato per servizi falsi, per una somma totale di 170 mila euro.

Mingo, l’ex inviato per i servizi in Puglia della famosa trasmissione Striscia la Notizia avrebbe truffato per una somma di 170 mila euro Mediaset con la complicità di sua moglie, facendosi pagare 10 servizi relativi a fatti inventati e invece spacciati per veri,chiedendo addirittura il rimborso per i costi dei figuranti e attori dei servizi bufala.
È questo quanto emerso dalle indagini della Procura di Bari nei confronti di Domenico De Pasquale (in arte Mingo), Corinna Martino, moglie di Mingo e amministratore della casa di produzione Mec (entrambi erano soci) e della segretaria dell’azienda.




Anche sulla segretaria è ricaduta un’accusa: quella di favoreggiamento, per aver mentito agli investigatori che indagavano sui falsi servizi trasmessi dal Tg satirico mentre Mingo e la moglie sono accusati a vario titolo di “due truffe, simulazione di reato, falso, calunnia (ai danni di un autore di ‘Striscia la notizia’) e di diffamazione ai danni degli autori del programma di Mediaset, da loro indicati in comunicati stampa e sui social come corresponsabili e ideatori dei servizi falsi”.

La società di Mingo prevedeva un compenso a stagione pari a 160mila euro (oltre Iva) e il compenso da corrispondere agli inviati per ognuna delle 221 puntate mandante in onda da Canale 5 nel corso del programma tv. Si parla di un totale di 170 mila euro.

Il periodo dei servizi inventati va dal dicembre 2012 a quello del 2013 e riguarda i dieci servizi “risultati artefatti, simulando fatti, personaggi, circostanze e condizioni, frutto della fantasia degli indagati. All’oscuro di tutto sarebbe invece Fabio, l’altro inviato sempre in coppia con Mingo, di cui era la spalla.




I servizi ritenuti falsi sono vari e riguardano un finanziatore di prestiti irregolari a Foggia, un dipendente della motorizzazione civile che prendeva compensi illeciti, falsi avvocati e maghi, addirittura un manager che avrebbe assunto personal in cambio di prestazioni sessuali: tutti scoop inventati, vere e proprie recita, messe in scena dall’inviato e mandate in onda come vere sul famoso programma in prima serata Striscia la Notizia.

Rimane da chiedersi a questo punto se l’inviato pugliese sia l’unico a inventare servizi bufala, pur di destare clamore. Altre domande lecite riguardano i controlli di Striscia la Notizia sui propri inviati e soprattutto sulla veridicità dei servizi mandati in onda, spacciati per veri e visti da milioni di telespettatori ogni giorno. Gli autori del programma non hanno ancora rilasciato nessun comunicato, ma sarebbe opportuno capire il loro pensiero: un programma che va a caccia di notizie false e che si erge a portavoce della verità perderebbe la sua credibilità se non prendesse le distanze da simili fatti.

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