referendum-costiIn questi giorni non si fa altro che parlare di referendum: tv, radio e giornali mostrano le opinioni del si o del no. Ma in questa lotta tra SI e No, soltanto pochi curiosi si sono chiesti quanto costa organizzare un referendum.

Iniziamo col dire che in generale tutte le votazioni a livello nazionale hanno, come si può immaginare, un costo rilevante sulle casse dello Stato (e quindi sui nostri portafogli, dato che i soldi lo Stato li ottiene principalmente dalle tasse!).





I nostri politici, neanche a dirlo, non hanno mostrato dei dati ufficiali riguardo i costi di questo referendum costituzionale, quindi possiamo rispondere soltanto in maniera orientativa, calcolando le varie spese e soprattutto senza tenere conto che se dovesse vincere il NO, si andrebbe quasi certamente alle elezioni anticipate, che richiederebbero esattamente il doppio dei costi per poter organizzare nuovamente il tutto.

E quindi la fatidica domanda: quanto ci costa questo referendum costituzionale?

I costi fissi per un referendum in Italia, che sia esso consultivo o abrogativo, variano tra i 170 e i 200 milioni di euro. Ma per il referendum abrogativo di aprile, la cifra stimata è stata assai più alta, vicina ai 300 milioni di euro. Questo significa che anche il costo del referendum costituzionale 2016 dovrebbe aggirarsi attorno al 300 milioni di euro, con le dovute differenze che analizziamo di seguito sul fronte dei comitati.

Facciamo un elenco dei costi inutili che, neanche a dirlo, paga il popolo:

Il costo inutile dei comitati
La spesa più scomoda da sopportare riguarda i rimborsi statali ai comitati per il referendum costituzionale 2016.
Con 500.000 firme raggiunte, scatta il rimborso statale automatico. Il costo del rimborso da parte dello Stato nei confronti dei comitati è presto detto: un euro a scheda, quindi mezzo milione di euro per ciascun comitato.

A essere sinceri, è un costo inutile: il referendum costituzionale sulla riforma Renzi-Boschi si sarebbe dovuto fare lo stesso perché richiesto da un quorum di parlamentari. E invece sono stati messi in mezzo anche i comitati, per rimborsare i partiti sostenitori e far lievitare il costo del referendum costituzionale 2016.




I rimborsi per i comuni
Ecco una vera e propria fregatura: lo Stato è tenuto a rimborsare i comuni per alcune spese, come l’utilizzo di telefoni cellulari e di propaganda elettorale, o il costo di installazione dei cartelli di propaganda.

Altre spese
A queste spese già elencate dobbiamo aggiungerne molte altre: il costo dei presidenti di scrutinio e di tutti gli scrutinatori, che sono circa 400 mila in totale. E ancora gli straordinari per le forze dell’ordine, che lavoreranno più ore del normale per garantire la sicurezza dei seggi. Ci sono infine da calcolare i rimborsi parziali per treni e aerei.

Insomma, la cifra totale dice che questo referendum costerà a noi italiani qualcosa come 300 milioni di euro. Viene naturale chiedersi: era davvero necessario? Non si poteva destinare una cifra simile ad altri problemi del Paese molto più urgenti?

Riflette quindi: che siate sostenitori del no o del sì poco importa, questo referendum vi costerà parecchio, molto più di quello che pensavate.

http://www.gazzettadelmattino.it/wp-content/uploads/2016/11/e_io_pago_330_228.jpghttp://www.gazzettadelmattino.it/wp-content/uploads/2016/11/e_io_pago_330_228-150x150.jpgAttualitàShock5 stelle,costituzione,politica,referendum,renzi,Shock,sprechiIn questi giorni non si fa altro che parlare di referendum: tv, radio e giornali mostrano le opinioni del si o del no. Ma in questa lotta tra SI e No, soltanto pochi curiosi si sono chiesti quanto costa organizzare un referendum. Iniziamo col dire che in generale tutte le...Giornale online di informazione