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Un tassista è stato  violentato da tre giovani donne che, dopo averlo immobilizzato, legato, e drogato, hanno abusato di lui a turno per ore: è successo a Nizhni Novgorod, un grosso centro nella Russia centrale.

Il malcapitato, un tassista ora sotto choc, è pronto a sporgere denuncia ma il codice penale russo non contempla questo tipo di reato. Il reato di violenza carnale è previsto soltanto ai danni delle donne, ma non degli uomini.

L’uomo ha dichiarato che le tre ragazze l’hanno costretto a fare delle cose che mai si sarebbe immaginato. Adesso, il rischio è che le tre violentatrici, appena ventenni, restino impunite.




Dopo aver raggiungo la destinazione richiesta, la tre clienti al momento del pagamento invece di scendere dall’auto si sono avventate su di lui. Lo hanno immobilizzato e hanno aprofittato di lui ripetutamente,  a turno.
L’uomo inizialmente pensava si trattasse di una rapina, ma soltanto dopo si è reso conto di quanto stava accadendo, così ha cercato disperatamente di reagire. Tutto inutile: le tre focose donne, determinate a concludere la serata in bellezza, hanno potuto agire indisturbate considerato che la zona era isolata con pochi passanti a quell’ora della notte.  Appena è riuscito a scappare, il tassista si è precipitato al più vicino ufficio di polizia dove ha sporto regolare denuncia per violenza carnale.

Gli agenti gli hanno però spiegato che non ci sono i presupposti giuridici per agire. Il nuovo codice penale russo in vigore dal 2002 contempla solo la repressione degli abusi sessuali commessi da uomini su donne e non viceversa. Il povero tassista ha cercato di trovare una soluzione per ottenere giustizia consultando il vecchio codice penale sovietico ma, anche tra le norme più restrittive del precedente ordinamento giuridico ,è prevista unicamente la violenza carnale inferta dai maschi sul gentil sesso. Nessun speranza dunque.




Soltanto in Ucraina sono in vigore norme che contemplano genericamente il reato di violenza carnale contro la “persona” e non la donna in particolare.
L’altra possibilità per incriminare le tre giovani violentatrici è di ottenere il riconoscimento delle lesioni corporali subite durante l’aggressione. Per fare un esempio, una decina di anni fa un gruppo di detenute evase da un penitenziario nella regione siberiana di Krasnoiarsk aveva sequestrato un secondino costringendolo ad avere rapporti sessuali con loro in una casupola abbandonata. Riconosciute le sevizie ai genitali, il secondino aveva ottenuto giustizia e il tribunale aveva potuto condannarle per lesioni corporali.

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